freeze frame - Communication fields - 2017 Ruine Quando Heidegger, non importa se a ragione o a torto, diede nuova vita alla parola “fenomeno” divenuta ormai esangue, interpretandola come “ciò che si mostra” non pensava affatto alla fenomenicità delle merci pubblicitarie; tuttavia proprio ad esse si adatta la sua interpretazione. Ciò che vuole essere preso “in considerazione” deve mettersi in mostra: il mondo è diventato una “mostra”, un’esposizione pubblicitaria che è impossibile non visitare, perché ci stiamo dentro. Gunther Anders, L’uomo è antiquato, 1963 Questa accezione di fenomeno è quella che imponendosi negli ultimi anni, ha finito per trasformare definitivamente l’architettura in spettacolo, l’urbanistica in marketing territoriale, l’archeologia in valorizzazione dei beni culturali. Il surplus d’immaginario prodotto dai giganti della comunicazione fa si che tradizioni culturali e identità locali fatichino a permanere vive in un contesto sempre più ...
Bruno Munari parla della differenza sostanziale del concetto di spazio pubblico tra cultura orientale e cultura occidentale raccontando che, se tra due palazzi si crea uno spazio "di risulta", in oriente diventa un giardino di tutti, in occidente una bella discarica per tutti. Vivere a Kyoto è sicuramente diverso che vivere a Palermo. Kyotesi o Palermitani dovremmo essere comunque soddisfatti di aver dato un'anima a quello spazio "di risulta", ma dovremmo anche chiederci come mai quello spazio esiste. Quanti spazi di nessuno e quanti spazi di tutti esistono tra le nostre case e nelle nostre città? Quanti spazi vengono veramente progettati e quanti spazi invece abbandonati? Oggi molti spazi vengono rigenerati da processi di partecipazione di abitanti che scelgono autonomamente di vivere meglio, più di quanto la pianificazione urbana aveva pensato per loro. Allora avanti con la rivoluzione del vivere contemporaneo! #ST104
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